Italia, Spagna, Francia(e gli altri paesi francofoni come Vallonia e quel po' di Svizzera), Germania, e pochi altri... Sono le zone Europee dove i film in lingua inglese vengono doppiati perchè possano essere mostrati al pubblico di massa.
Italia, Spagna, Francia (et cetera), Germania... Sono i paesi con gli abitanti che parlano il peggior inglese del mondo, quando lo parlano, se lo parlano.
Le due cose sono senza dubbio legate. Nel nord Europa parlano tutti correntemente la lingua della Regina e dei tanti altri figli di troia(nelle università questa è ormai la lingua officiale della maggior parte dei corsi) e sicuramente il cinema ha dato il suo contributo a questa efficace diffusione; poi si deve considerare che le lingue parlate nei suddetti Paesi hanno radici comuni, come mostra la seguente mappa delle lingue germaniche:
La Sottile Linea Rossa (a proposito di cinema...:D) divide le lingue germaniche settentrionali (scandinave) da quelle occidentali (anglosassoni).
Potrebbe stupire quindi il fatto che in Germania pochissimi parlino inglese: i nostri amici crucchi perseverano sulla conservazione del loro idioma perchè è una delle poche lingue pure ancora rimaste. Secondo me, fanno bene.
Invece nelle Fiandre, nei Paesi Bassi e nei Paesi Scandinavi i film vengono pubblicati originali con i sottotitoli nella lingua locale. Risultato: diffusissima conoscenza della lingua inglese e alta qualità di quest'ultima, con soddisfacimento dei turisti anglofoni (Britannici, Americani e Australiani in primis). Inoltre sulla TV Belga passano spesso film francesi: in fin dei conti l'80% dei Belgi parla francese tanquillamente. Gli insegnanti Olandesi e/o Fiamminghi che vanno nelle scuole della Vallonia ad insegnare il Neerlandese soffrono spesso di depressione: gli studenti sono svogliati, non vogliono imparare una lingua in via di estinzione e dura al punto che se la parli con tuo figlio vuoi indirettamente fargli capire che non gli vuoi bene. Tuttavia i poveri Valloni sono obbligati a studiarla perchè effettivamente suona un po' come presa per il culo il fatto che quasi tutti i fiamminghi parlino franese ma pochi Valloni parlino Fiammingo.
In Casa Nostra si è sempre detto che i doppiatori italiani sono i migliori del mondo. Mi sono sempre chiesto il senso di questa affermazione... Italiano Francese Spagnolo e Tedesco (ad esempio) sono lingue diverse appartenenti a culture diverse, non si può dire che qualcuno è meglio di un altro... Pensavo così fino a pochi giorni fa.
La domanda retorica che mi balenava in testa era la seguente: "I doppiatori italiani sono i migliori del mondo? Ma chi ca**o può dirlo??? Tom Cruise???"
Mai avrei pensato che una domanda dalla natura tanto assurda avrebbe avuto come risposta "Si, certo, risposta esatta".
Qui sopra la scena in inglese. Se avete visto il film capite di che cosa sto parlando. Se no, andate al cinema a vedere Tropic Thunder e inginocchiatevi davanti al doppiaggio più geniale che sia mai stato fatto nella storia.
Avevo già visto il film in francese: tutto un altro risultato. Se il cinema è l'unico metodo per imparare bene l'inglese, allora rassegnamoci: parleremo sempre un inglese di merda, ma ci divertiremo tantissimo e terremo viva la lingua più bella del mondo.
Ora nella testa mi balena: "I doppiatori italiani sono i migliori del mondo. Cazzosì. porcoddue!"
mercoledì 29 ottobre 2008
Ode al doppiaggio
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mercoledì 10 settembre 2008
Da Google Maps a Bud Spencer
PERÒ
Mi incuriosisce vedere, su Google Maps, la grandezza degli aeroporti a fianco delle città. Non sono così malato, quindi non lo faccio tutti i giorni... Ogni tanto mi cade l'occhio sugli aeroporti, tutto qui. In particolare ho notato oggi che in America ce ne sono parecchi di dimensioni considerevoli. Il che non è chissà quale notizia.
MA
Spinto dalla curiosità cerco su wikipedia (su cui, come probabilmente saprete, spesso si trovano interessanti classifiche) "aeroporti più grandi del mondo", e il risultato (deludente secondo le mie prime intenzioni) è una serie di link apparentemente inutili. Tra questi: "Compagnia Aerea". Vado a vedere cosa dice, e tra le altre cose propone la lista delle compagnie aereee italiane. Alcune non le ho mai sentite... CLicco un po' di queste ultime, per leggere qualche curiosità, finché arrivo alla pagina della "MISTRAL AIR"
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martedì 2 settembre 2008
Nostalgia
Penso che nessuno abbia voglia di prendersi lo sbattone di leggersi tutto cíò che segue... Forse avrei dovuto organizzare una comprensione del testo a premi... Complimenti anticipati a chi, senza secondi fini, legge il post fino alla fine, capendo tutto e trovando ancora la forza di commentare :D
Mi mancano solo più 2 settimane di stage, Torino è sempre più vicina, e mi stanno venendo in mente tutte le cose che facevo esattamente un anno fa...Il 31 agosto prendevo l'aereo per Dublino, per poi dirigermi verso Athlone, verso il Wellmount, verso quella grande incognita che mi aveva causato non pochi grattacapi...
Tutto è ancora chiaro, sembra ieri: l'arrivo in aeroporto, la sistemazione sul Bus Nestor, l'arrivo ad Athlone dove prendemmo un bus urbano piccolerrimo in cui facemmo molta fatica ad entrare causa bagaglioni, che ci portò nonostante tutto sani e salvi al Wellmount, il villaggio-residence-collegio in cui avremmo vissuto quell'A.A.; Johnna (Fiona, la manager, ndr) ci accolse devo dire molto gentilmente, e la casetta dall'aria molto accogliente per quanto avesse comunque qualche difetto (dopo l'esperienza Tarta****o, che sta per vivere una seconda puntata, ero pronto a tutto: niente, o quasi, mi avrebbe fatto paura).
Poi la ricerca di quale supermercato convenisse di più... Gli inquilini di casa 41 (ovvero Io, Elenina e Claudio), facemmo la prima spesa da SPAR: prima e ultima volta. Toccò quindi poi a Tesco e Lidl, prima di scoprire ALDI, sosia del secondo (il proprietario è l'uomo più ricco di Germania) più vicino a casa e meno caro.
Poi il 31 agosto, quando l' AIT organizzò una riunione per introdurre gli studenti stranieri che si prestavano a frequentare l' A.A. in erasmus, in cui l'episodio più degno di nota fu in assoluto quando il prete (SI, il cappellano d'istituto) Father Shay Casey indirizzò l'attenzione di tutti verso il culo della presidentessa della Stunents Union esclamando: "Come on, why don't you take a look at that wonderful ass!". La pazzia in Irlanda non risparmia neanche i preti.
Poi la prima festa, al Wellmount, con tutti quanti presenti dopo che si aveva fatto conoscenza con gli altri studenti provenienti da Spagna, Francia, Polonia, Germania, Repubblica Ceca, Belgio, Olanda, Lituania.
Le feste al Wellmount di venerdì sera sarebbero diventate poi un must, fino a quando, a fine gennaio, non vennero bandite perché un pirla francese (guarda caso la nazionalità...) si gettò dal tettuccio che copriva i bidoni della spazzatura (2,5m di salto circa) rompendosi un piede o qualcosa del genere... Ma se sei ubriaco non puoi semplicemente guardare le stelle, lottare con le scimmie urlatrici, giocare a calcio vicino ai tombini aperti o prendere il sole sui binari, invece che rompere gli zebedei a noialtri?
Poi le prime partite di calcetto con annessi crampi...
Tutto questo sotto il bel sole irlandese e con l'album Unbreakable degli Scorpions come sottofondo musicale... Avete letto proprio bene:
Sole Irlandese.
A settembre il tempo lì era molto bello, e ho non poca nostalgia di quella luce particolare. Se mi sforzo, riesco ancora a sentire l'odore di quei momenti... No, non quello di frittura che si sente nei B&B.
Poi la ricerca di uno sport da fare... Non per riempire il tempo, ma perchè tutto o quasi era aggratis! Il mio desiderio di tornare all'atletica non poteva essere soddisfatto causa mancanza di pista (che c**zo metti a fare la bacheca "Athletics", allora?), quello di darmi al rugby era impedito dal mio fisico troppo esile (ma ho un po' di rimpianti... forse avrei comunque dovuto farlo), allora mi diedi al canottaggio. È finita male, in quanto dopo Natale nessuno più ci andò causa Coach alquanto improbabile (da uno che si chiama Padraig, che ti pronuncia il suo nome "Porg", non ci si poteva aspettare più di tanto...), ma è stata una bella esperienza. Stavo anche cominciando a farmi un po' di fisico, ma in dicembre gli allenamenti si ridussero notevolmente causa tempo di merda, e Natale diede il colpo di grazia, riportandomi all'aspetto di pera birrosa dalle "Race horse legs", come disse un caro simpatico compagno di Tipperary.
Poi i viaggetti, che subito "snobbavo" perchè non ritenevo particolarmente utili. Pirla. Infatti dopo Natale avevo un posto in macchina prenotato ogni volta che si andava in giro :D .
Poi la scoperta delle birre. La migliore forse rimane la Smithwick's: leggera e dissetante. La Guinness è una cosa a parte, la Guinness è un momento, un relax, un pensiero. Come lei Murphy, Beamish e Kilkenny, quest'ultima un po' più particolare e inspiegabilmente assente nei >50 pub di Athlone. La Guinness è perfetta al pub per vedere le partite di calcio (i.e. la Champions allo Shack...), mentre la suddetta Smithwick's e le bionde Harp or Coors sono perfette nei pasti. Sicuramente ne dimentico altre.
Poi la chitarra, il mio letto, la mia scrivania, lo specchio, l'armadio e gli scaffali poco sfruttabili, la mensola con bottiglie, lattine e premi, il salotto per feste di compleanno quasi sempre a sorpresa. Particolarmente degna di nota quella "in onore" mio e di Andre: non mi sentivo tanto bene, erano passati 5 gg dal 2 aprile, e stavo in camera mia, già in pigiama (lungo e senza mutande, ndr), preparandomi per andare a dormie all'ora delle galline. Mi chiamano per mettere a posto pc e monitorone (si, in salotto avevamo inspiegabilmente un monitor a tubo catodico da 19 pollici: perfetto per vedere film in una decina di persone) che si stava per vedere un film. Rinvio l'appuntamento col cuscino pensando che un bel movie mi avrebbe fatto bene, e così vado in salotto ad organizzare l'ambaradan col proposito di tornare subito dopo in camera a cambiarmi. Mi trovai il salotto pieno, tutto organizzato per festaggiare i compleanni. Potete capire che non era carino lasciare la sala dopo pochi secondi solo perché la mia "mise" non era delle più consone! Risultato: stetti buoni 10 minuti con la proboscide penzolante protetta solo da un sottile strato di cotone blu scuro.
Poi le prese per il culo, gli spagnoli, Poi, Poi, Poi...Potrei ancora andare avanti...
Ma ora che ho dispensato qualche "Poi" che avevo in avanzo posso volgere alla conclusione di questa rivisione dell'anno irlandese. Forse quando mi verrà voglia farò un album su picasa con le foto di questa avventura. Per ora vi lascio con l'ultima foto di gruppo, la sera del 20 maggio (la maggior parte della gente, in particolare gli italiani, sarebbero partiti già il giorno dopo). Manca in foto, tra gli altri (compresi alcuni amici), una persona molto importante per me della quale non sono autorizzato a dare nome né foto (probabilmente anche se ne fossi non lo farei), la quale il giorno dopo aveva ancora un esame...
Come potete vedere non proprio tutti sprizzano di allegria...
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martedì 5 agosto 2008
giovedì 31 luglio 2008
StarFucks
Starbucks: Catena di ristorazione che nel 2005 vantava 8.949 caffetterie in tutto il mondo (da allora ne saranno sicuramente state aperte tante altre, ma ne stanno per chiudere 600 in America). Il McDonald's dei bar. Un fast bar? Qualcosa in pi��, in quanto la qualit�� non �� certo comparabile a quella dei tradizionali Fast food a base di hamburger patatine e hohaholahonlahannucciahortahorta.
E' molto diffusa, specialmente nelle grandi citt�� (soprattutto turistiche) e nella natale America, dove ci sono circa il 70% dei locali. Oltre al fatto che la qualit�� dei prodotti �� piuttosto buona (con conseguente blasfemia nei prezzi), un'altra differenza dalle altre catene a cui ho appena paragonato SB come McDonald eccetera, che io etichetto come "cibodimerdaalqualenonvedoperch��dovreisottrarminelcasoioabbiaoccasioneonecessit��diandarci", �� che crea parecchia dipendenza, o meglio "senso di appartenenza", tra i suoi clienti in maniera molto pi�� diffusa: sul web e non solo si legge di gente che tiene a Starfuck come alla nazionale. A me piace, ritengo carine anche le sistemazioni interne dei locali, ma se non ci vado vivo bene lo stesso (e ho pi�� soldi in tasca).
Molti vorrebbero la presenza di Starfucks anche nel "Bel Paese", ma in Italia molto probabilmente non lo vedremo mai. Prezzi troppo alti rispetto ai nostri bar diffuserrimi ovunque e tradizioni completamente diverse. Oltre ai prezzi mi viene subito da pensare al caff�� nel bicchiere di carta... Mi ci vedo mio nonno, napoletano doc, che prende la "tazza" e chiede al commesso "Grazie e il mio caff�� dov'��?".
Poi una cosa che non capisco e non concepisco e a dire il vero mi sta proprio sul culo �� il nome delle taglie delle bevande: in ordine di grandezza TALL, GRANDE, VENTI. Ma che minchia vuol dire?
Anche qui facile immaginare mio nonno:
-Un caff�� per favore
-Certo signore. Tall Grande o Venti?
-Uno!
Se mi capita di andare da Starbucks, ci vado, ma non mi definisco per niente un fan, cosi come non direi mai che lo odio, diciamo che mi sta indifferente...un indifferente pi�� sul positivo forse: se c'�� e mi va, ci vado, se no no. Ho amici che ne vanno pazzi, altri no, [...]. Uno SB's mi fa lo stesso effetto di un McDonald o burDEL King o Spizzico, per citare una catena italiana. La qualit�� non �� scadente, sta ai gusti di ciascuno di noi decidere se si preferisce l'espresso italiano o lo starbucks; I prezzi sono eresie, ma al di l�� delle alpi sono forse meno proibitivi in confronto. Specialmente negli ultimi anni ho viaggiato non poco in europa [...] Sono curiosissimo [...] In semiconclusione direi che mi si pu�� dire tutto, ma non che sono un tipo con la mente chiusa, ottuso e/o eccessivamente orgoglioso: [...]
Concludo dicendo che Starbuck's in Italia c'entrerebbe come un canguro in Svezia, una paella nella Repubblica Centrafricana, una forchetta in un t�� o un PC Microsoft negli uffici della Apple.
Ora per�� mi vengono i dubbi sui PC negli uffici Apple... E' tanto impossibile che questi ultimi dispongano di software Merdasoft?
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mercoledì 30 luglio 2008
Avere il pane e non i denti
L'andare al mare per un mesetto una volta all'anno è sempre stata vissuta da me un po' come una routine, un'abitudine a cui non potevo sottrarmi, quasi un obbligo... Un piacevole obbligo, ovviamente. La casa è sempre stata lì, l'ombrellone al Lido Aurora pure, mi bastava aspettare i giorni intorno al 24 luglio per poter cominciare il solito mesetto a Scauri dai cari nönni. Già l'anno scorso qualcosa era cambiato: al ritorno da Berlino avevo "solo" 10 giorni, perchè dovevo preparare la partenza per l'Irlanda.

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